Recensione Degrado The Walking Dead 7×09

Era una notte buia e misteriosa. Le cicale frinivano nascoste tra le fronde degli alberi. Un lupo ululava alla luna, imitando il verso che farebbe Daryl come risposta alla domanda “da quando non ti fai uno shampoo?“. L’uomo nero veglia sulla città, con in mano il suo mistico libro di incantesimi, vagando per le strade oscure. Sa che il pericolo è in agguato. Sa che mille peripezie attendono di essere superate dalle sue eroiche gesta. Ma questa è un’altra storia. Nel senso che non c’entra un cazzo con The Walking Dead. Perché ad Alexandria le cose vanno diversamente: l’uomo nero, Padre Gaybriel, viene rapito dalla misteriosa figura di cui conosciamo soltanto il numero di scarpe. No, Cretinetti, non se n’è andato da solo, guardatele con gli occhi, le puntate, non con il buco del culo.

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Dopo la sigla, i colori cambiano; dal buio di Alexandria passiamo alla luce di Hilltop, dove vediamo quello che, probabilmente, è il personaggio più sbalorditivo di tutto il panorama televisivo interplanetario: Gregorio Fregancazzo, l’animale mitologico con il corpo di uomo e la testa di cazzo! E con la sua spocchia e la sua altezzosità fa capire senza mezzi termini a “Margareth” e a “Ricky” che non si unirà alla lotta contro Negan e non accetterà rifugiati nella sua comunità. Donald Trump chi?

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Colpo di scena (uno dei pochi di questo episodio 😴): l’impersonificazione dell’inutilità, detta anche Enid, si dimostra meno inutile raggruppando un gruppetto di cretini pronti a combattere Negan. Ah, beh, allora sì che fate paura.

Gesù, essendo comunque il figlio di Dio, quindi uno sveglio, capisce che non possono andare lontano, e porta Ricky al Regno, dove ritrova Morganello – ancora scosso per aver ucciso un Salvatore – e conosce KEEEENG Ezekiel.

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C’è una chiacchierata in toni cavallereschi tra Ricky, Ezekiel, Richie Rich e Morganello sulla volontà da parte di (quasi) tutti di combattere Negan e, per convincere Ezekiel, Ricky racconta una versione tutta sua degli episodi IV, V e VI di Star Wars. Ma Keeeng Ezekiel è più un tipo da Star Trek e, sulle note di un banjo, nega il suo aiuto ai nostri piccoli amici. L’unica nota positiva è Bebe Vio che fa pratica di tiro con l’arco nel caso il fioretto dovesse rivelarsi poco utile contro nemici lontani.

E Daryl, che sembra aver ritrovato la parola, avendo detto più frasi in questa puntata che in tutta la prima parte della settima stagione, rimane al Regno, visto che tramite il Jimmy Ridimmi di Gesù sentiamo che Negan lo sta cercando.

Sulla strada di casa, Ricky, Miciona, Kooorl, Rooosiiitaaah, Tarella e Gesù si imbattono in una diga artificiale fatta di macchine e una quantità industriale di dinamite legata ad un cavo d’acciaio tenuto a mezz’aria tra due auto. Figo, no? In più, una gigantesca orda di zombie si avvicina sempre più, quando a Ricky viene una brillante intuizione: rubare la dinamite e usarla per distruggere la Roccia Nera e sconfiggere gli Altri. Come dite? Non è Lost? Ah. Quindi il consigliere di Ezekiel non è Hurley? Capisco…

Una volta recuperata la dinamite, comunque, accade l’impensabile. No, no, l’esplosione era quotata a 1.01, non scoppia. Succede qualcosa di meglio: Ricky e Miciona si mettono alla guida delle due auto a cui è legato il cavo d’acciaio e, sfruttando le tecniche di epilazione mediante filo arabo insegnate da Aaron, fanno piazza pulita di buona parte dei vaganti.

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Classico momento di suspance che coinvolge i due Ringo People accerchiati da decine di vaganti, seguito dalla fuga dei due a bordo di un’auto, con l’esplosione di un cenitinaio di zombie sullo sfondo. Bella scena, per carità, ma cazzo, non è che in tutte le none puntate bisogna far esplodere qualcuno.

Una cosa a cui avevo dato poca importanza, è stata la fuga di Daryl. Ora è un ricercato con un mandato di cattura internazionale e Ricky non fa in tempo a chiudere la porta di casa, che tra camionette dei Salvatori fanno visita ad Alexandria, in cerca del fuggitivo dai capelli unti. Ovviamente il furbastro è rimasto al Regno, pronto a convincere Ezekiel a voler combattere i Salvatori lasciar perdere Carol: lei è solo sua. Trevor di GTA V (oh minkia zio c’hai troppo ragggione è uguale xDxD), intanto, non trovando Daryl richiama i suoi e se ne va, lasciando – oltre al servizio buono di zia Carol in frantumi – un interrogativo che aleggia nell’aria da ben 45 minuti: dove cazzo è Padre Gabriel? E dove cazzo sono le provviste? Sì, lo so, sono due interrogativi, non scartavetratemi la minchia.

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Non dimentichiamoci che Ricky era un poliziotto, quindi una volta entrato nel suo palazzo mentale scopre che Padre Gaybriel ha lasciato degli indizi che li condurranno sulla retta via. Il gruppo giunge, dunque, alla vecchia casa galleggiante dove Ricky e Aaron avevano trafugato armi, provviste e vecchi numeri di Playboy e, seguendo alcune tracce, si ritrovano accerchiati da decine, forse centinaia, di uomini e (perlopiù) donne con i vestiti sporchi, sudati, armati e con i capelli unti: i cosplayer di Daryl, insomma, che da ora in poi chiamerò Sgorbions.

Rick, noto fan delle figurine degli Sgorbions molto in voga negli anni ’90, conclude l’episodio mostrando, in modo inquietante, tutti e 32 i suoi denti da latte, buonissimi con i biscotti.

Momenti Salienti:

  • È ufficiale: hanno fatto sì che Padre Gaybriel fosse un prete, perché così è facilmente riconsocibile al buio. Ecco una sua foto a inizio puntata:

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  • Daryl ha finalmente ritrovato la lingua: l’avrà rubata a questo zombie?

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  • Zia Carol, torna, ci manchi come l’aria.

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  • Negan è onnipresente, anche quando non c’è.

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  • Simon e Aaron hanno razziato lo stesso negozio di abbigliamento ed erano pazienti dello stesso ortopedico:

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  • Cameo di Lorenzo Jovanotti:

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