Recensione Degrado The Walking Dead 8×13

The Walking Dead ITA presenta l’unica e inimitabile Recensione Degrado dell’episodio 8×13 dal titolo “Aumenta la luminosità al massimo, che non si vede un cazzo!”

Nella recensione precedente…


Sì, se non ve ne foste già accorti, Morgan è pazzo. Di nuovo. Ma forse è meglio così: i Salvatori stanno arrivando e hanno l’intento di stritolarli in mille pezzi e spazzarli via dall’universo, un pazzo fa sempre comodo. Quello che non fa per niente comodo è un nuovo Kooorl bambino, o un nuovo Sam.

Mettendo da parte Henry Babbodiminchia per un attimo, la puntata inizia col botto. Simon e Dwight arrivano ai cancelli di Hilltop con decine di Salvatori armati e incazzati negri convinti di disintegrare quei poveri coltivatori di sorgo; e invece…

Maggie se ne esce con lo stesso piano con cui Gregorio Fregancazzo e Negan avevano provato a dissuadere Rick dall’attaccare il Santuario. Con lo stesso risultato, ovviamente. Con la differenza che ora non muoiono solo le finestre, ma anche le comparse persone. Gli unici due feriti degni di nota sono Zio Tobin (la cui crescita della barba è inversamente proporzionale alla crescita della pancia di Maggie) che viene squarciato all’addome, ma niente di grave, e Tarella che viene centrata a una spalla dalla freccia di CupiDwight. Per i ritardati: no, Dwight non è di nuovo cattivo, ma è l’unico stronzo a non aver avvelenato le proprie armi con le frattaglie zombie.

Spara di qua, spara di là, i Salvatori sono costretti alla ritirata, spaventati a morte da Rick e la sua accetta targata Miracle Blade Serie III.

Le telecamere ora inquadrano un sacco di orologi per farci capire che è passato un giorno senza che accadesse nulla di rilevante, tranne Rick che sfancula Saddam come fece ai tempi d’oro con Padre Gaybriel.

Ma in fin dei conti, il nome di questa Serie TV è The Walking Dead: quindi facciamo vedere -giustamente- un po’ di morti che camminano. O che rotolano dalle scale senza svegliare nessuno. Vaaaaaa bene.

Ma procediamo con ordine.

Carl Sam Henry coso lì, come cazzo si chiama il bambino scemommerda di turno, ruba un fucile semiautomatico da combattimento più grande di lui e le chiavi della prigione dei Salvatori totalmente indisturbato senza che nessun adulto lo noti. Va a chiedere a Gregorio Fregancazzo quale Salvatore avesse ucciso suo fratello, ricevendo una classica risposta alla Gregorio Fregancazzo:

Poi da babbodiminchia quale è, apre il cancello e si fa fottere il fucile dal Salvatore coi capelli unti, mentre i feriti infetti iniziano a trasformarsi e a mangiucchiare buoni e cattivi. Purtroppo, in questa triste puntata, abbiamo perso zio Tobin, che la sua anima possa riposare in pace. Ve lo giuro, mi dispiace più per lui che per Kooorl.

Fortunatamente, però, per il 96% dei telespettatori che non si ricorda neanche i nomi dei personaggi principali, vengono praticamente fatte fuori tutte le comparse ad eccezione forse di tre o quattro che, secondo me, hanno anch’esse vita breve. E fortunatamente per me, forse non dovrò più vedere quel facciadimmerda di Henry, visto che dopo la genialata della sera prima, la mattina dopo non lo trovano più.

Una puntata tutto sommato non male, con sparatorie, zombie, morti e bambini che fanno minchiate. Una tipica puntata di The Walking Dead, insomma. Riassunta, quasi meglio che dalla mia Recensione Degrado, dal dialogo tra Maggie e la cavaliera del sarcasmo:

Insomma, come dico sempre… tutto è bene quel che finisce bene, no? No.

So che forse la recensione non è stata all’altezza della scorsa, quindi se siete rimasti delusi, andatevela a rileggere, che magari vi torna il sorriso.

Se vi è piaciuta, sentitevi liberi di farmelo sapere QUI, magari evitando i soliti “aspetto più la recensione che la puntata” che poi gli sceneggiatori di The Walking Dead si offendono.

Se invece non vi è piaciuta, ho già pronta la risposta del mio avvocato:

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